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Diari del BassoFondo di Gherardo Zei
05/08/2009
Presentazione dei “Diari del Bassofondo” di Gherardo Zei

Presentazione dei “Diari del Bassofondo”

Se vado indietro con la memoria ai giorni in cui, bambino, mi aggiravo tra i massi degli antemurali con la vecchia cannetta di bamboo ereditata da mio nonno, mi accorgo che nulla è cambiato. Per me stare a contatto col mare è un’emozione grande e dopo non riesco a smettere di pensarci. Per questo provo l’impulso irresistibile di parlarne e di raccontare tutte le cose che ho visto e vissuto. Fin da bambino raccontavo storie di mare in famiglia e dopo ho continuato con gli amici, la moglie, e i figli e con chiunque avesse la pazienza e la benevolenza di ascoltarmi. Ma sguardi annoiati e occhiate di stupore non mancavano. Chi non è un pescatore subacqueo certe cose proprio non riesce a capirle.

Per questo quindici anni fa – da pescatore solitario che non frequentava circoli e aveva pochi amici nell’ambiente - ho cominciato a scrivere per Pescasub & Apnea (che allora si chiamava solo Pescasub) la più antica rivista di settore, le storie di mare che mi sembravano belle o istruttive. Non l’ho fatto perché pensavo di avere qualcosa da insegnare visto che non sono certo un campione e nemmeno un bravo mentore. L’ho fatto solo perché speravo di condividere le mie emozioni con altra gente che mi assomigliasse e la cui esistenza era per me solo una speranza. I risultati sono andati molto oltre le mie attese ed ho scoperto l’esistenza di un intero popolo di persone come me. Un popolo trasversalmente mescolato alle persone “normali”. Un popolo che, anche d’inverno nelle peggiori condizioni di maltempo e di freddo, parte dalle grandi città quando è ancora buio e raggiunge all’alba litorali freddi e deserti per praticare lo sport più duro, più povero e romantico che mai essere vivente abbia praticato su questo vecchio pianeta. Un popolo di uomini avvezzi ad affrontare rischi e intemperie ma anche sensibili e capaci di commuoversi davanti ad un “montone” di spigole o ad un tramonto rosso di novembre.

Conoscere gli altri pescatori subacquei è stata un’esperienza che ha cambiato la mia vita. Infatti da quando ho avuto la certezza di far parte di una grande comunità che condivide le passioni e i sentimenti mi sono sentito più sicuro. Ho capito di essere nel giusto e di non avere niente da vergognarmi se il venerdì sera volevo rifiutare tutti gli inviti e andarmene al mare per passare due giorni a pesca in totale solitudine. Pienamente padroni tutti gli altri (parenti e amici) di pensarla diversamente ma io e migliaia di altri pescatori, abbiamo l’orgoglio di praticare lo sport più bello del mondo. Uno sport che è un’arte ed anche un antico stile di vita, dal quale il mondo ipermoderno, e malato dovrebbe solo imparare se vuole salvarsi. Mi ricordo che, forse verso la metà degli anni novanta, avevo scritto un articolo in cui paragonavo il “ritiro” al mare del pescatore subacqueo nel fine settimana, alla disciplina corporale e spirituale degli antichi ordini monastici guerrieri. Ebbene un paio d’anni fa ho incontrato un collega pescatore che ricordava perfettamente quel vecchio scritto e che mi ha raccontato come lui e il suo migliore amico, il venerdì quando sono in procinto di partire per un fine settimana di pesca invernale, si prendono in giro a vicenda dicendosi: “ma che vuoi fare il Monaco guerriero?”. Non immaginate che felicità mi ha dato sentire queste sue parole. Era un mio simile, eravamo uguali! E non c’è niente di più bello che non sentirsi soli.

In tutti questi anni ho scritto tante storie su Pescasub & Apnea (in non so più quante centinaia di articoli), ho pubblicato uno Speciale, ho scritto occasionalmente articoli per siti web ed ho partecipato attivamente alle discussioni sui forum e sulle mailing list ma c’è una cosa che ho sempre desiderato di fare e che non ho ancora fatto. La cosa più semplice di tutte. Quella da cui tutto era partito: un diario del mare mese per mese durante tutto l’anno e, trattandosi di me, un diario del bassofondo, delle onde e del torbido. Diario di avventure, sensazioni ed emozioni. Diario libero, senza obbligo di catture, di date e di argomenti. Diario delle cose che mi hanno emozionato, incuriosito, interessato o commosso. Mese per mese con il passare delle stagioni e della mia vita in mare finché il Signore mi darà la forza per farlo. Non è facile far coincidere un diario anarchico come questo con le esigenze editoriali ma oggi Lorenzo Litrico mi da la possibilità di farlo per il suo sito Sportimeworld e di questo lo ringrazio.

Quanto a voi amici, colleghi e fratelli pescatori vi sono grato per la pazienza e l’affetto con cui mi avete sempre letto. Come un vecchio compagno di pesca brontolone di quelli che si mandano a quel paese quando ti fanno perdere un pesce ma per i quali poi ci si preoccupa quando tardano a rientrare e, alla fine, si va tutti insieme in pizzeria a raccontare le storie di un’altra meravigliosa giornata in mare.

Scrivetemi, aspetto le vostre e-mail a gherardo.zei@sportimeworld.it

Ciao Gherardo Zei

Diario del BassoFondo