05/08/2009
Intervista a Gherardo ZEI, giornalista.
Breve tua presentazione: passione e motivazioni per la pesca sub e per l’ambiente marino. Lo stile del subacqueo …. tipologie di pesca …es. diving …ecc
Io nasco come pescatore subacqueo di “lungo corso” del tipo più popolare. Nel senso che ero uno di quei milioni di individui che, amando genericamente il mare e le immersioni, portano con se durante le vacanze estive una muta e un fucile subacqueo per un paio d’ore di pesca giornaliere da autodidatti. Ho scritto “ero” perché nel 1993 per me tutto è cambiato. Scrissi una semplice lettera a Pescasub, di cui ero un appassionato lettore, per suggerire di inserire nella rivista una rubrica dedicata agli “eterni principianti” come me e, inaspettatamente, dopo qualche settimana, mi telefonò l’attuale Direttore Luca Laudati per dirmi che l’idea era valida e che potevo provare ad occuparmene direttamente io, se ne ero capace. Era un grande onore che mi motivò a cambiare il mio approccio nei confronti della pesca subacquea: cominciai ad andare per mare a pesca tutti i fine settimana in tutte le stagioni e, così facendo, nei 14 anni che sono seguiti, sono diventato un buon pescatore, ho catturato pesci da sogno ed ho conosciuto a fondo l’ambiente e le suggestioni di questo sport magnifico e assolutamente unico.
La passione per la pesca subacquea credo che possa essere definita come una somma tra l’amore per la bellezza e quello per l’avventura. Infatti la bellezza dei fondali, che può essere contemplata da chiunque con pinne e maschera (snorkeling), diventa suggestione avventurosa quando ci si immerge in apnea (cioè trattenendo il respiro senza l’aiuto di bombole) e finisce per essere una sfida non priva di rischi (purtroppo la pesca in apnea è uno sport non privo di rischi a causa soprattutto del pericolo di sincope), nel momento in cui ci si cimenta nel catturare i pesci con il fucile. E ci tengo a sottolineare, una volta di più, come la pesca in apnea sia solo quella praticata senza l’ausilio di autorespiratori. La pesca con le bombole è vietata da quasi trent’anni e chi la pratica è un bracconiere e non un pescatore subacqueo.
Il pescatore subacqueo è spesso un personaggio piuttosto solitario in quanto, di norma, preferisce custodire gelosamente i segreti relativi alle tecniche e ai posti migliori, che ha accumulato in tanti anni di attività. Comunque esistono gruppi di amici che vanno sempre a pesca insieme ed anche, in quasi tutte le città, Clubs affiliati alla Federazione che organizzano gare ed uscite in mare collegiali. In ogni caso sia la pesca subacquea che l’apnea pura, non sono molto adatte ad essere diffuse commercialmente a favore della massa dei turisti, come invece già da tanti anni accade per le immersioni con le bombole attraverso i Diving club delle località di mare o dei villaggi turistici. La ragione è che per immergersi in apnea bisogna avere maturato almeno una minima conoscenza tecnica ed avere acquisito un minimo di acquaticità, mentre per fare immersioni con le bombole a bassissima profondità non è indispensabile, secondo me, nemmeno saper nuotare. Per questo un Diving Club in tre giorni è capace di prendere chiunque e di calarlo su un basso fondale per fargli vedere rapidamente qualche pesce più o meno appositamente ammaestrato. Per come la vedo io un approccio così superficiale e consumistico non ha niente a che vedere con la filosofia del mare e credo di poter affermare che coloro che si avvalgono di questi pacchetti “tutto compreso” farebbero meglio a stare davanti alla televisione a vedere un documentario, perché imparerebbero qualcosa di più. Ma pare che al giorno d’oggi sia di moda, una volta tornati in ufficio dopo le vacanze, vantarsi in giro di essere diventati dei subacquei grazie al corso del Diving di turno. Peccato che la maggior parte di questi “subacquei” poi non distingua un Tordo da un Dentice. L’apnea, abbinata o meno alla pesca subacquea, è tutta un’altra cosa, ma pare che le cose che costano tempo e sacrificio non siano abbastanza moderne.
La preparazione dell’immersione, le attrezzature necessarie, le imbarcazioni utilizzate, i suggerimenti ed i segreti per chi si avvicina al mondo della pesca subacquea
La durata di permanenza in acqua del pescatore subacqueo si colloca tra le 3 e le 5 ore.
L’azione in mare richiede grande sforzo fisico e spesso assoluta concentrazione. Si tratta quindi di uno sport molto impegnativa sul piano fisico ed è necessario un discreto allenamento di base e soprattutto uno stile di vita sano. Mi spiego meglio. Niente fumo, moderazione con gli alcolici, sonno quanto basta e niente eccessi alimentari. In particolare la sera prima dell’immersione bisogna mangiare sano, leggero e andare a letto presto. Se non si fa così si rischia stupidamente. L’attrezzatura necessaria non è molta. Serve una muta subacquea da apnea (due pezzi unici senza chiusura lampo), delle pinne da apnea (a pala lunga), zavorra, maschera boccaglio, guanti, coltello, pallone segnasub e il fucile subacqueo se volete. Non è indispensabile avere un’imbarcazione per praticare la pesca subacquea ai più alti livelli. La maggior parte dei pescatori più forti fanno la scelta di utilizzare un gommone ma non è un obbligo. Abbiamo avuto un Campione Italiano Assoluto di qualche anno fa che non era proprietario di nessuna imbarcazione e pescava sempre da terra. Quanto ai segreti ce ne sono troppi per poterne parlare in sintesi. Credo che la pesca subacquea in apnea sia una delle attività tecnicamente più complesse che si possono svolgere in mare e, per acquistare padronanza, serve molto ma molto tempo e molta passione. In ogni caso il consiglio è quello di cominciare con lo snorkeling e se c’è la passione la mezz’oretta di bagno comincerà presto a diventare un’ora e poi il resto verrà da se. Le scuole di apnea possono aiutare ma non bisogna viverle come scorciatoie altrimenti si entra in una logica pericolosa. Ovviamente è molto utile leggere la letteratura in materia e le riviste specializzate.
L’avventura dell’immersione, un viaggio nei fondali marini, quali sensazioni e quali scoperte, i colori…..
Il subacqueo in apnea quando, con molto sacrificio e impegno, riesce ad acquistare piena padronanza dell’acquaticità, si accorge di essere in grado di fare cose incredibili in termini di integrazione con la fauna marina e di potere assistere a spettacoli che non si possono vedere con nessuna altra tecnica. Al riguardo voglio proporvi un pezzetto di un mio articolo inedito che si intitola “Nuota coi pesci” in cui parlo, da apneista ad apneista, di questo tipo di sentimento:
“Fino a qualche anno fa io andavo spesso in mare e catturavo anche i miei pesci ma non avevo mai avuto la sensazione di nuotare con loro. Poi con gli anni, raggiunta una maturità emotiva e personale prima ancora che sportiva, ho cominciato ad avere questa sensazione. Mi è capitato parecchie volte ormai. Arrivo vicino ad un branco di salpe che brucano e comincio ad avvicinarmi lentamente, fluttuando dieci centimetri sopra il fondo. Dapprincipio sembra che stiano per fuggire, poi qualcuna si sposta solo di qualche metro ricominciando a brucare ed ecco che, in mezzo alle salpe, vedo qualche piccolo sarago, ma anche gli sparidi sembrano quasi subito abituarsi alla mia presenza e riprendono il loro pasto. Alla fine il branco mi accoglie e mi fa nuotare in mezzo a un tappeto vivente. Piccoli cefali volteggiano sopra di noi e improvvisamente io mi sento commosso. Mi sembra che tutti questi anni di pesca siano stati soltanto una lunga preparazione per portarmi a questo giorno. Mentre avanzo sempre più lentamente circondato, come in un sogno, da centinaia di pesci mi sembra di lasciarmi alle spalle un mondo urbanizzato e impazzito e di essere stato scelto insieme ai miei fratelli apneisti per vivere la gioia di un mondo naturale ormai perduto. Nuoto coi pesci e non ci sono più parole per descrivere i miei sentimenti.”
Il rapporto che si instaura tra il subacqueo e la flora e la fauna marina. In particolare sono previsti codici di comportamento per il rispetto e la valorizzazione dei fondali da parte dei sub. Il ruolo delle organizzazioni di sub
Credo che leggendo quanto ho scritto sopra si capisca bene il rapporto di amore che si crea tra il pescatore subacqueo sportivo e il mare. Le regole legali in materia di pesca subacquea in Italia sono confuse più ancora che penalizzanti e confusamente sono anche applicate. Ma credo che questo della confusione generale non sia un trattamento riservato solo a noi subacquei. Per quanto riguarda le Organizzazioni abbiamo una Federazione che organizza competizioni ufficiali e parecchie scuole di apnea molto attive. Sempre importante è il ruolo consociativo e culturale dei club di pesca subacquea, della stampa specializzata e dei negozi di settore.
Ci potresti indicare le località italiane e mediterranee più significative dove viene praticata la pesca sub
La pesca subacquea in Italia è vietata sempre in un maggior numero di località, a causa di una parchizzazione selvaggia ed ipocrita nella quale l’unico tipo di prelievo ad essere vietato è proprio quello del pescatore subacqueo, che è il più selettivo e meno impattante, quando invece, nella maggior parte dei parchi, è poi è consentita la pesca professionale (bei parchi davvero!). Non parliamo poi di quelle zone di mare “santuario” dove è vietato persino l’ingresso dell’uomo. Francamente non capisco a cosa serva una zona del genere che nessuno vede e penso che se lo chiedano persino gli animali marini che vi abitano, visto che l’uomo esiste sulla terra da centinaia di migliaia di anni e che quindi, anche per gli animali marini, è un contatto più che naturale. A parte poi che alcuni di questi parchi, come possiamo leggere da notizie sui giornali, finiscono per diventare, a causa degli scarsi controlli, riserve di pesca per gli amici degli amici. Non ne parliamo proprio. Comunque in tutti i luoghi dove la pesca subacquea è consentita essa viene praticata. Tra la gente che vive nelle località di mare si tratta di uno sport tutto sommato popolare che ha parecchi praticanti e inoltre non c’è specchio di mare che non sia bello per il vero apneista appassionato.
Domande che ritieni più pertinenti… tue esperienze entusiasmanti….
In particolare negli ultimi 14 anni le mie esperienze entusiasmanti sono state moltissime e avrei davvero difficoltà a sceglierne qualcuna. Del resto ho scritto molte centinaia di articoli che sono stati pubblicati su Pescasub & Apnea nei quali ho raccontato tutte le avventure e le sensazioni di questo formidabile periodo della mia vita. Ho vissuto in mare giornate incredibili nell’acqua limpidissima di torride estati, oppure immergendomi sotto la pioggia in pieno inverno con due metri di visibilità. Ho pescato in grandi mareggiate ed ho planato in caduta in posti bellissimi al fianco di alcuni dei più grandi campioni del nostro sport. Ho vissuto tramonti solitari sul mare sia a Natale che a Pasqua o a Capodanno. Ho catturato e più spesso visto in mare alcuni dei più formidabili pesci predatori dei nostri mari. Ed ho raccontato tutte queste cose sulle pagine della nostra più importante rivista di settore. Per questi miei racconti ho ricevuto affetto e stima dai lettori molto più di quanto non meritasse il mio lavoro. In definitiva posso dire rubando la battuta ad una famosa canzone “che sono un ragazzo fortunato perché mi hanno regalato un sogno”.