Scorrisagola in alluminio GHER1

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Finalmente dopo due anni di test e modifiche, Simone e Gherardo, sono riusciti a trovare il perfetto compromesso tra resistenza, leggerezza e durata nel tempo. Con oltre 600 tiri, partiti da fucile caricato a 30 atmosfere, lo scorrisagola &

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Finalmente dopo due anni di test e modifiche, Simone e Gherardo, sono riusciti a trovare il perfetto compromesso tra resistenza, leggerezza e durata nel tempo. Con oltre 600 tiri partiti da un fucile caricato a 30 atmosfere, lo scorrisagola  GHER1 è ancora intatto ed in perfette condizioni d’uso.

GHER1 è lo scorrisagola, destinato a sostituire tutti gli scorrisagola attualmente in commercio!

La scelta del tipo di materiale, l’alluminio, è nata dalla necessità di avere peso e dimensioni ridotto ai minimi termini, in quanto gli scorrisagola in acciaio inox deformavano il codolo dell’asta e quelli in plastica dopo qualche utilizzo cedevano senza preavviso.

Coniugando peso, dimensioni e resistenza alla corrosione marina è nato GHER1, lo scorrisagola rivoluzionario in grado di sostituire in breve tempo quelli attualmente in uso!

La lega utilizzata ANTICORODAL, ha superato tutti i severi test che Gherado Zei ha condotto per oltre 2 anni, permettendo così di ridurre al minimo le dimensioni dello scorri sagola Gher1, e di conseguenza la sua massa che non grava nell’impianto con il codolo dell’asta e che nel momento della fuoriuscita, potrebbe anche se in maniera lieve rallentare la sua corsa; inoltre, la penetrazione nelle carni della preda, risulta essere “chirurgia”, lasciando il foro d’entrata di dimensioni minime e senza evidenti e dannose lacerazioni.

 

- Quanto di seguito riportato, veniva scritto da Gerardo Zei per "I Love Pesca Sub" a marzo 2011, oggi divenuta certezza con l'innovativo scorrisagola in lega di alluminio GHER1. -

Nuovo scorrisagola in lega di alluminio

scorrisagola-pneumatico

La struttura che lega la freccia al fucile viene comunemente chiamata “impiombatura” o “calamento” e, nel suo insieme, costituisce una componente critica dell’attrezzatura subacquea.

 

Una di quelle parti che più facilmente sono soggette a cedimenti nel corso della battaglia. E’ difficile che un trecciato multi fibra si rompa e anche il nylon da 160 è molto resistente. Ma per unirli al fucile sono necessarie altre componenti come nodi, rivetti, scorrisagola e codolo avvitato all’asta. Per i fucili ad elastico le componenti sono leggermente diverse ma i problemi sono simili.

E’ pur vero che le armi ad aria hanno tendenzialmente una struttura robusta e spartana e che – forse – i fucili ad elastico hanno, nel calamento come in altre componenti, maggiori punti critici. Ma questa è una consolazione da poco perché, quando il problema si pone e la componente si rompe, il mal comune non è mai mezzo gaudio e le urla del pescatore che ha perduto la preda importante arrivano in alto, fino al cielo.

Come tutti i vecchi e appassionati olepneumaticisiti, mi sono sempre posto il problema dello scorrisagola, componente che non ha avuto sostanziali miglioramenti tecnici negli ultimi dieci anni. I vecchi scorrisagola, e anche alcuni modelli attuali, presentano dimensioni decisamente troppo generose. Non bisogna dimenticare che con i fucili ad aria nella pesca al razzolo la maggior parte dei pesci finisce in sagola (secondo me è una percentuale vicina al novanta per cento) e quindi lo scorrisagola deve transitare dentro il corpo del pesce nel modo più facile possibile.

mini-scorrisagola

codolo-asta
In queste foto è possibile notare la forma conica dello scorrisagola.

Avere un pesce “in sagola” (sarebbe meglio dire “sul nylon”) è un’ottima cosa perché significa minimizzare il rischio di strapparlo. E tanto più lo scorrisagola è piccolo e tanto più numerosi saranno i pesci in sagola. E tanto più piccolo e regolare sarà il buco dello scorrisagola e tanto meno il nylon potrà tagliare il pesce. In sintesi si può dire che con un pesce sul nylon e con un piccolo buco sul pesce, le possibilità di strappare la preda sono veramente ridotte al minimo. Gli scorrisagola di dimensioni troppo generose sono pertanto da scartare senza alcun rimpianto.

Da moltissimi anni il modello più utilizzato da molti pescatori è uno scorrisagola di materiale plastico della Devoto che, in effetti, minimizza sufficientemente le dimensioni (oltre questo minimo bisognerebbe ragionare solo in termini di meccanismi di “asta nuda” ma io ci vado con i piedi di piombo). E’ un oggetto valido e usato da moltissimi da tanti anni con risultati ottimi. Ma anche per questo oggetto si pone un problema ancora da risolvere, quello del materiale. Infatti, pur trattandosi di un materiale plastico di eccellente qualità, può andare soggetto in casi rarissimi a rotture.

Non bisogna dimenticare che uno scorrisagola nel corso del suo tragitto può subire insieme alla freccia degli urti anche molto violenti. Per esempio può impattare una roccia nel corso di un tiro radente, ovvero, nell’attraversare il pesce, può impattare con estrema durezza contro le ossa del pesce stesso che sono di materiale estremamente solido e tagliente. Nel giro di una decina di anni mi si sono rotti 4 di questi scorrisagola (quindi considerando quanto vado a pesca si può dire che è un caso rarissimo).

Facendo due conti in 10 anni dovrei avere fatto circa 1.200 uscite e, in ogni uscita, dovrei avere sparato non meno di 5 volte di media. Quindi, calcolando 6.000 spari, quattro rotture sarebbero meno dell’uno per mille. Come dire che ogni volta che sparo c’è molto meno di una possibilità su mille che il mio scorrisagola si rompa. Diciamo che, in se e per se, è una riuscita completamente soddisfacente. Quei quattro scorrisagola, poi, mi si sono rotti in momenti insignificanti e non ho perso nessun pesce importante. Mentre quando ho fatto catture che hanno messo a dura prova i materiali della mia attrezzatura subacquea, i miei scorrisagola hanno retto egregiamente senza fare una piega. Ma se, in una di quelle quattro occasioni, avessi invece perduto un pesce da fotografia? Non posso negare che il problema si pone, magari è un problema raro ma si pone lo stesso. Potrebbe esistere un materiale con le stesse caratteristiche del materiale plastico ma che non si rompa nemmeno una volta?

Qualche anno fa la Devoto produsse uno scorrisagola esattamente uguale a quello classico, ma fabbricato in acciaio Inox. Sembrava la soluzione finale del problema e ne acquistai addirittura due. Purtroppo il peso dell’acciaio comportava un inconveniente imprevisto. A causa della potenza del pneumatico la botta che il codolo dava alla rondella e quindi allo scorrisagola di acciaio era molto forte. Lo scorrisagola in acciaio era molto più pesante di quello in materiale plastico e, quindi, il colpo era sufficiente a danneggiare il codolo.

Non subito, ma lentamente il bordo del codolo cominciava a gonfiarsi. Pensate che, la prima volta, me ne accorsi solo perché non riuscivo più a caricare. Il bordo del codolo si era così gonfiato che non riuscivo più a spingere l’asta e il codolo era così deformato che mi ha anche rotto il pistone. Ancora conservo il pistone rotto perché con il penultimo colpo catturai una leccia di dodici chili. Nella pescata successiva al primo tiro (con l’ultimo colpo) catturai un cefalo e poi non riuscii più a caricare. Cosa sarebbe successo se si il codolo deformato avesse inceppato il mio fucile due colpi prima?

E’ chiaro che ci vuole uno scorrisagola resistente come quello d’acciaio ma leggero come quello in materiale plastico.

Oggi sto testando uno scorrisagola con queste caratteristiche. Non è stata un’idea mia ma di Simone Pieracci, un amico, un pescatore subacqueo e anche un eccellente tecnico pieno di idee.

gherardozei-eudi

Si tratta di una lega di alluminio che non dovrebbe ne deformarsi ne ossidarsi. Abbiamo già fatto cinque prototipi e sono fiducioso che questo ultimo, il quinto, sia perfetto. Ma non voglio vendere la pelle dell’orso prima di averlo ucciso. Le prove sono ancora in corso, tra un paio di mesi vi farò conoscere i risultati.

Gherardo Zei

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